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L'atro volto dell'India - Karnataka

L'altro volto dell'India - Karnataka

Un viaggio diverso, l’altro volto dell’India. Il Karnataka è uno scrigno di templi dalla meravigliosa architettura e dalla grande sacralità.Piccoli villaggi e cittadine si alternano a siti archeologici dalla straordinaria bellezza e dall’inestimabile valore storico e culturale. Un’occasione unica per restare in contatto autentico con la popolazione locale e comprenderne così tradizioni e costumi.

Programma di viaggio

1° Giorno: Arrivo a BANGALORE  –SHRAVANABELAGOLA ( 144 km. ca 2:15 ) –HASSAN ( 52km, ca 1 ora)

Arrivo all’aeroporto internazionale di Bangalore, disbrigo formalità d’ingresso, incontro con la guida locale in inglese e trasferimento per Hassan. Lungo il percorso sosta a Shravanabelagola per la visita della statua monolitica più grande del globo e del tempio jainista. Si tratta di una colossale statua che ricorda i Buddha scomparsi di Bumiyan. Come i fratelli afghani, il Bahubali (o Gommateshwara) di Shravanabelagola è una statua scavata nella roccia e rappresenta una figura umana eretta, ma quella del Karnataka non è incassata nella parete rocciosa e non raffigura Buddha, bensì un asceta gianista, Bahubali. Shravanabelagola è un centro di pellegrinaggio della religione jiainista e prende il nome dal bacino sacro (in kannada benagola significa la pozza bianca) che costituisce ancora oggi il centro della piccola città acquattata tra due colline: Vindhyagiri- su cui domina il colosso di Bahubali alto 17,5m- e Chandragiri. Il gigante fu scolpito nel 981 d.C per volere di un ministro di un re dei Ganga, la dinastia che regnava all’epoca sulla regione. Bahubali è il secondo genito del primo tirthnkara,  i profeti della religione giainista che aiutano gli uomini ad attraversare l’oceano delle rinascite. Il padre, prima di diventare un saggio rinunciante, era stato re e quando abdicò tra i due figli scoppiò una disputa per la successione. Bahubali umiliò il fratello e si proclamò re, ma il rimorso lo attanagliò e lo spinse a lasciare il trono per ritirarsi a cercare l’illuminazione. Si dedicò con molto ardore all’ascesi per spezzare ogni tipo di attaccamento alla vita; rimase così tanti anni completamente immobile che le termiti gli costruirono la tana attorno, i serpenti lo scambiarono per un albero e i rampicanti gli ricoprirono il corpo. Ma nonostante tutto, non riusciva a liberarsi perché frammenti del proprio ego ancora lo ancoravano al mondo. Solo quando la sorella gli consigliò di “scendere dall’elefante” l’asceta rinunciante comprese di avere mantenuto ancora vivo un po’ di orgoglio personale, rinunciò anche ad esso e ottenne l’illuminazione.

 

La statua di Shravanabelagola ritrae l’asceta nudo, in perfetto stato di trascendenza mistica, corporeo ma non più legato dai legami terreni. Le statue dei tirthankara sono sempre rappresentate in uno stato di assoluta fermezza, sorridenti, lontane dallo scorrere della vita e prive di ogni traccia d’individualità – per sapere di quale dei 24tirthankara si tratta occorre cercare dettagli esterni che ne simboleggiano la vita e li rendono riconoscibili (per Bahubali i rampicanti sul corpo e il termitaio ai piedi da cui sbuca un serpente). Un’estetica artistica che intende ispirare i devoti alla ricerca della perfetta pace interiore e alla rinuncia, molto diversa da quella delle statue delle divinità hindu, sensuali e dinamiche, presenti all’interno degli stessi templi gianisti. In fondo gianismo e induismo convissero per secoli, condividendo alcune credenze e le manovalanze e le maestrie che ne edificarono i rispettivi luoghi di culto.


Shravanabelagola è il centro gianista più importante nell’India meridionale. Nei numerosi monasteri locali (detti basadi) vivono maestri che trasmettono la conoscenza e la tradizione ai monaci. Ogni giorno confluiscono numerosi pellegrini


Dopo la visita proseguimento per Hassan. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.

2° Giorno: HASSAN – MYSORE ( 119 km,  ca 2.30 ) –SRIRANGAPATNA ( 23 km. ca 20 min)- HASSAN ( 110 km, ca 2 ore )
Prima colazione e partenza per Mysore. Tra il 1399 e il 1947 la città fu la capitale del Regno di Mysore. In centro sorge il sontuoso palazzo di Mysore, l'ex sede governativa della dinastia Wodeyar. L'edificio è caratterizzato da un mix di stili indù, islamico, gotico e rajput. Mysore ospita anche l'antico mercato di Devaraja, dove si vendono spezie, seta e legno di sandalo. Dopo la visita proseguimento per Srirangapatna. Si tratta di  una cittadina nel cuore dell’India del sud che custodisce una straordinaria testimonianza di spiritualità: lo Sri Ranganathaswamy, uno dei più grandi complessi religiosi al mondo. Il complesso è dedicato a Ranganatha, una divinità reclinata che rappresenta la reincarnazione di Vishnu. Si sviluppa su una superficie di circa 630.000 metri quadrati ed è senza dubbio il più grande esempio di architettura dravidica, caratteristica di questo angolo di India. Le sue origini e la sua storia sono avvolte nella leggenda. Le prime testimonianze relative al complesso di Sri Ranganathaswamy risalgono al decimo secolo dopo Cristo. Nel corso dei secoli, il tempio ha subito centinaia di attacchi da invasori, riuscendo sempre a resistere. È difeso da sette muri concentrici, al cui interno si trovano 21 torri, 39 padiglioni, 50 santuari e decine di corsi d’acqua artificiali. Una delle grandi attrazioni dello Sri Ranganathaswamy è la stanza dei mille pilastri, realizzati in granito e finemente intagliati con motivi religiosi. Dopo la visita rientro ad Hassan. Cena e pernottamento.

3° Giorno: HASSAN- BELUR –HALEBID – HASSAN ( 60 km, ca 1 ora )
Prima colazione e partenza per Belur. Belur e Halebid, chiamata anche Halebidu, vecchia capitale, furono i centri principali dell'impero degli Hoysala, nell'odierno Karnataka. I templi Hoysala sono relativamente piccoli, rispetto alle grandi costruzioni dell'epoca, ma presentano uno stile unico nella storia dell'arte indiana, che li distingue decisamente dagli stili  delle altre dinastie contemporanee, confinanti e nemiche. L'innovazione architettonica di questi templi consiste nell'avere modificato il classico sancta sanctorum, Garbha-griha, quadrato facendone  ruotare la pianta fino a produrre una stella.

Le pareti del tempio, invece di essere rettangolari e piane, assunsero così una serie di angolazioni che accrebbero le superfici lavorabili singolarmente. Anche il Shikhara, la torre, assunse di conseguenza una forma a fiore o stella. All'interno, non un solo sancta sanctorum ma 3, come a Somnathpur o 2 costruiti su pianta gemella e speculare, come a Halebid. La pianta a stella fu ulteriormente elaborata per includere  santuari aggiuntivi fino a creare uno stile molto elaborato ma sorprendentemente uniforme, considerato il numero di artigiani diversi che certamente vi lavorarono.   

Belur, sulle rive del fiume Yagachi, fu la prima capitale del sovrano hoysala Vishnuvadhala e il suo tempio principale, Chennakesava del 1116, la cui costruzione richiese quasi un secolo, si trova all'interno di una corte, circondata da muri, su di un basamento a forma di stella che include un deambulatorio. Il tempio è dedicato a Vishnu - Krishna ma celebra soprattutto la vittoria degli Hoysala sui Chola nella battaglia di Talakod. A prima vista, questo tempio non sembra presentare elementi di nota, anche perchè la sovrastruttura non è più presente, ma in realtà offre straordinari esempi di scultura e bassorilievo.

La steatite con cui è costruito è relativamente tenera alla cava, per poi indurirsi con l'esposizione all'aria. Questo permise agli artigiani/artisti di produrre fregi e statue particolareggiatissime. All'esterno uno dei fregi, di 644 elefanti uno diverso dall'altro, circonda la base. Ai lati dell'entrata principale si trovano magnifiche figure femminili, danzatrici e musicanti. 
 
All'interno, pilastri splendidamente ornati, ognuno un pezzo unico con mensole, nei quali gli artisti, che firmano la loro opera, impiegarono tutta la loro arte rivaleggiando fra loro. Le figure femminili, ognuna fissata in una diversa posa, sono il segno distintivo della perfezione tecnica raggiunta da questi artisti. Il pilastro centrale è un capolavoro: i gioielli sulle figure sono mobili e i capelli bagnati della danzatrice sembrano gocciolare sui visitatori sottostanti.


Halebid fu fondata all'inizio dell' XI secolo, col nome di Dwarasamudra, la porta per il mare. Venne distrutta in due riprese dalle armate del Sultanato di Delhi nel 1311 e nel 1327. Abbandonata durante un lungo periodo, risorse poi col nome di Halebidu, ma restando un centro minore. Sopravvisse però alle distruzioni il grande tempio Hoysalesvara. 

E' il più grande tempio costruito dalla dinastia, fu fondato nel 1121 ma non fu mai completato. La sua sovrastruttura, al contrario di quella del tempio di Belur, non fu distrutta: non venne mai costruita. Bellissime statue di divintà circondano il tempio, fregi scolpiti minuziosamente mostrano elefanti, leoni, motivi floreali, animali mitologici e cavalieri. Maestose scene mitologiche ed epiche offrono episodi tratti dal Mahabaharata e dal Ramayana che, se seguite in senso orario, si srotolano dinnanzi agli occhi in perfetta sequenza. 
Un maestoso toro Nandi presiede la sua mandapa, la sala che precede il sancta sanctorum. Altri resti nella zona ricordano l' antica presenza di una capitale intorno a quest'edificio. Poche e basiche le soluzioni di permanenza in loco. Ad Hassan, 40 Km. da Belur, che ne dista altri 16 da Halebid, si trovano maggiori opportunità di ristoro e alloggio. A Somnathpur poi, a solo 38 Km da Mysore, si trova un altro bellissimo tempio della dinastia, il Keshava, che è senz'altro il meglio conservato e il più recente; si suppone che la costruzione iniziò nel 1268 ad opera di un generale delle armate del sovrano Narashimha II, chiamatoSomnatha. Presenta 3 Shikara corrispondenti a tre santuari  interni, leoni assisi che presidiano il basamento, fregi, sculture e pilastri straordinariamente ornati e dettagliati e molte piccole edicole nel perimetro esterno.  

 

Dopo le visite rientro ad Hassan. Cena e pernottamento.

4° Giorno: HASSAN – CHITRADURGA - BADAMI  ( 202 km. ca 3.30 )

Il forte di Chitradurga è il secondo monumento dei Palegars (feudatari) della dinastia dei Vijayanagara, questo sublime bellezza ha resistito per secoli, nonostante le numerose aggressioni. Si può ammirare la simmetria architettonica dove pietre, telai e archi vi investono con uno sguardo ammaliante.


Le pareti hanno una lunghezza totale di 51,5 km, con 36 artistici portoni, e 68 porticine, 102 entrate segrete e 500 bastioni, il forte è considerato una meraviglia di ingegneria, il Bhima eroico guerriero narrato nel poema epico del Mahabharata si suppone abbia corteggiato Hidimba in questa città storica fortezza e c'è il tempio di Hidimbeshawara che gli rende omaggio.
Chitradurga ha una lunga storia risalente al periodo preistorico e secondo le informazioni disponibili attraverso gli scavi e altre prove, il territorio di Chitradurga era governato dal Shatavahanas dal II secolo d.C. e Kadambas, Rastrakutas, Chalukyas, Hoysalas e dai governanti Vijayanagara, in seguito passò sotto il dominio della potente dinastia degli indù di Vijayanagar e fu governata dai loro feudatari. La struttura del forte è ancora un'enigma con i suoi numerosi passaggi segreti e nascondigli, gli storici lo descrivono come uno dei più grandi in India ed è stato progettato per essere impenetrabile dai nemici grazie alla presenza di laghi, canali d'acqua e le formazioni rocciose naturali della montagna.
Arte, cultura, musica e danza fiorirono durante gli ultimi governanti, resti del forte e dei templi al suo interno offrono una panoramica su questa funzione.

Dopo la visita proseguimento per Badami. Arrivo e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.

 

5°Giorno: BADAMI – PATTADAKAL –AIHOLE - BADAMI

Prima colazione e partenza per Pattadahal. Situata sulle rive del fiume Malaprabha, la cittadina costituisce con Ahiole e Badami il nucleo più importante per l'evoluzione del tempio induista nel Deccan . Divenuta nel VII secolo capitale politica e religiosa dei Chalukya, Pattadakal sviluppò nei suoi monumenti lo stile già affermatosi e definitosi nella precedente capitale della dinastia, Badami. Tuttavia, pur svolgendosi qui le incoronazioni, i riti religiosi e ufficiali dei suoi regnanti, ciò non si tradusse mai in un vero e proprio sviluppo cittadino, che rimase sempre confinato alla sola Badami. Pattadakal fu dunque esclusivamente un vero e proprio centro di culto dinastico. Dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. La maggior parte dei suoi templi, eretti ai piedi di una collina, venne costruita con l'arenaria rosa della regione; gli edifici offrono differenti stili meridionali di derivazione dravica Pallawa così come dettagli di stile settentrionale, lo stile Nagara, mostrando chiaramente come la posizione geografica del regno ne avesse fatto nel tempo un crocevia di culture tra il Nord e il Sud del Paese.

Subito dopo l'entrata nel recinto archeologico, si trovano il piccolissimo santuario Jambulinga e il Kadasiddheshvara, templi dell VIII secolo parzialmente in rovina, ma le cui torri, Shikara, in stile Nagara sono sopravvissute fino al giorno d'oggi. Verso Est si trova il tempio Sangamesvara, che risale al regno di Vijayaditya, 696 - 733 d.C., e rappresenta la costruzione più antica del sito. Non fu mai completato e tuttavia mostra tutte le caratteristiche del più puro stiledravida, sormontato com'è da una torre a più piani dalle proporzioni magnifiche. A Sud-ovest, si trova invece un altro tempio di stile settentrionale, il Kashi Vishveshvara, immediatamente distinguibile per il toro Nandi che ne fronteggia il portico. L'interno della sua sala a pilastri è riccamente adornato con sculture tratte dalla vita di Krishna.

I templi più grandi del sito, il Virupaksha, del 740, con la sua Vimana a tre piani, e il Mallikarjuna, del 745, sono invece emblematici dello stile meridionale e furono costruiti dalla regina Chalukya per celebrare la vittoria del suo sposo e sovrano sui Pallava a Kanchipuram. Pur vittoriosi militarmente, i Chalukya dimostrarono tuttavia di ammirare fortemente la cultura degli sconfitti Pallava, cooptando infatti a Pattadakal il principale architetto della casata e artefice di quei templi commemorativi. La successiva morte del re influì poi probabilmente sull'abbandono della costruzione del Mallikarajuna, mai completato, come indicano anche alcune statue lasciate in loco appena sbozzate.

Il tempio Virupaksha, destinato principalmente al culto shivaita, presenta un santuario circondato da deambulatori e uno Shivalinga in pietra nera. Un altro chiaro simbolo del culto a Shiva è rappresentato dal gigantesco toro Nandi in clorite, alto 2,6 m, posto alla sua entrata. La torre del santuario si innalza su tre piani e le sue pareti esterne, soprattutto sul lato meridionale, sono riccamente scolpite. Belle anche le colonne interne, con delicate immagini tratte dal Ramayana, dal Mahabaratha e i Puranas, così come altre decorate con scorci tratti da scene di corte dei Chalukya.  

Il tempio Papanatha, più periferico rispetto al complesso principale di Pattadakal, mostra interessanti sculture e rappresenta già di per sè una buona sintesi degli stili architettonici meridionali e settentrionali che caratterizzò l'epoca e la regione.

 

In seguito visita del gruppo di templi della vicina Aihole. Situata sulle rive del fiume Malaprabha, Aihole, che fu la capitale del regno Chalukya prima di Badami, venne definita dallo studioso britannico Percy Brown “una delle culle dell’architettura templare indiana”. Oltre 125 templi, commissionati tra il VI e l’XI secolo dai Chalukya di Badami, dai Rashtrakuta e dai Chalukya di Kalyani, si trovano infatti concentrati in uno dei siti archeologici più ricchi di monumenti di tutta la regione, divisi oggi in 22 gruppi, fra cui il meraviglioso tempio jianista.

 

Al termine delle visite rientro ad Hassan. Cena e pernottamento.

 

6° Giorno: BADAMI – BIJAIPUR – BADAMI ( 60 KM, CA 1 .30 )
Prima colazione e partenza per Bijaipur. Dopo la caduta del Sultanato di Bahamani, uno dei nuovi regni che sorsero dalle ceneri fu quello della dinastia dei sultani adil shahi, che fecero di Bijapur la propria capitale, difesa e protetta da imponenti bastioni, con molti dei cannoni originali che si conservano ancora al loro posto originale. Tra questi il Malik-i-Maidan (Signore della pianura), all'epoca considerato il più grande cannone di tutta l'India si trova ancora a protezione dell'ingresso ovest. Visita della Cittadella e del mausoleo di  Ibrahim Rauza Il mausoleo fu inizialmente costruito per la sposa di Ibrahim II; poiché, però, il re morì prima di lei, anch'egli fu sepolto qui. Il complesso è costituito dalla tomba vera e propria ed una moschea, collocate su di un basamento rialzato al centro di un giardino. L'enorme serbatoio attiguo ha preso il nome della sposa, Taj Sultana. I muri della tomba, posti all'interno di una veranda con archi, sono abbelliti con disegni calligrafici e geometrici. L'edificio più celebre di Bijapur è senz'altro il Gol Gumbaz (Cupola rotonda); si tratta della monumentale tomba di Muhammad Adil Shan, secondogenito e successore di Ibrahim II.
La cupola ha una forma a bulbo ed è larga circa 44 m, seconda per grandezza solo alla cupola di San Pietro a Roma, si erge su una base di merli trilobati. Anche i quattro minareti laterali hanno in cima una cupola a bulbo su una base merlata. All'interno della cupola è localizzata la Whispering gallery (Galleria dei bisbigli), così denominata per la sua ottima acustica.

La facciata d'ingresso ha al centro un ampio arco con piccole finestre aperte su entrambi i lati.

Il mausoleo fu terminato nel 1656 ed è posto al centro un giardino; sul lato occidentale è posta una piccola moschea con cinque archi affiancati da slanciati minareti. Al termine delle visite rientro a Badami. Cena e pernottamento.

 

7° Giorno: BADAMI –HAMPI ( 140 km, ca 2.30 )
Prima colazione e partenza per Hampi. Nelle vicinanze del villaggio di Hampi si trovano le rovine di Vijayanagar, capitale dell'ultimo grande regno indù del Deccan che perì sotto i colpi di un'alleanza musulmana nel 1513. Il sito è dislocato in una vallata percorsa dal fiume Tungabhadra e disseminata qua e là da masse singolari di roccia che conferiscono una nota austera al paesaggio. Dal 1986 il sito archeologico di Hampi appare nella lista UNESCO dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità ed è una delle maggiori mete turistiche dell'India. Gli inizi del XVI secolo segnarono l'apogeo di Vijayanagar. Il sovrano Krishna Deva Raya (1509-1530) conquistò l'Orissa e strinse alleanza con i Portoghesi che si erano installati a Goa. Quest'ultimi fornirono al regno di Vijayanagara il materiale bellico di cui avevano bisogno. Dello splendore dell'impero di Vijayanagara ci sono pervenute le relazioni di viaggiatori europei quali il veneziano Niccolò da Conti e il portoghese Domingo Paes. Nonostante gli aiuti il regno scomparve nel 1565 in seguito alla battaglia di Talikota vinta da una coalizione di sultani musulmani. Visita del sito soffermandoci in maniera particolare al tempio  di Vitthala. Uno dei più famosi templi di Hampi è questo santuario che si erge all'interno di un recinto con logge. Le porte di accesso sono costituite da torri scolpite (gopuram), secondo l'uso diffuso in tutta l'India meridionale, soprattutto nel Tamil Nadu. L'interno del tempio è costituito da una sala sorretta da colonne (mandala) che conduce a un vestibolo oltre il quale si entra nella cella dove era custodita la statua del dio. All'interno del recinto c’è  anche un piccolo tempio a forma di carro (ratha) e scolpito con grande leggiadria.

Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.

 

8° Giorno: HAMPI
Prima colazione e visita della città. Il tempio dedicato alla dea Lahxmi e a Vishnu. Visita el tempio delle scimmie. Si possono poi vedere le stalle degli elefanti reali, un’imponente struttura a undici cupole, gli alloggiamenti delle guardie personali del sovrano e i caratteristici serbatoi d’acqua.
La particolarità di Hampi è sicuramente quella di riuscire a mixare al meglio le strutture religiose con quelle di corte e militari. I templi sono architettonicamente molto noti, ma il flusso di turisti stranieri è davvero molto basso. Sarà pertanto molto facile confondersi nella folla di locali che vengono a rendere omaggio alla divinità e comprendere meglio gli usi e i costumi di questa parte del Paese.

Cena e pernottamento in hotel

 

9° Giorno: HAMPI –BANGALORE ( 366 km, ca 5.45 ) - partenza
Prima colazione e partenza per Bangalore. Soste lungo il percorso. All’arrivo sistemazione trasferimento in aeroporto e volo di rientro